RESPONSABILITA’NOTAIO: l’inadempimento contrattuale genera un debito di valore

Il creditore dell’obbligazione risarcitoria ha diritto anche alla rivalutazione monetaria, oltre agli interessi legali

Cassazione civile, sez. terza, Pres. Mazza – Rel. Spagna Musso | 20.01.2009 | n° 1335

Per l’obbligazione di risarcimento del danno per inadempimento di obbligazioni contrattuali diverse da quelle pecuniarie, si deve considerare la materiale utilità che il creditore avrebbe conseguito se avesse ricevuto la prestazione dovutagli, sicchè deve tenersi conto della svalutazione monetaria nel frattempo intervenuta, senza necessità che il creditore stesso alleghi e dimostri il maggior danno ai sensi dell’art. 1224 c.c.

Il notaio che omette di accertare la presenza di iscrizioni pregiudizievoli su di un bene, commette l’inadempimento di un obbligazione avente ad oggetto un facere, generando così un debito di valore e non di valuta.

Questi i principi affermati dalla Cassazione civile, sez. terza, Pres. Mazza – Rel. Spagna Musso, con sentenza n. 1335 del 20.01.2009.

Nella fattispecie in esame, una Banca ricorreva per Cassazione contro la sentenza della Corte D’appello di Firenze che aveva parzialmente riformato la decisione del Giudice di prime cure, con la quale il Notaio incaricato di predisporre e stipulare un contratto di finanziamento, era stato condannato a risarcire l’istituto di credito dei danni subiti, attesa la mancata rilevazione dell’esistenza sull’immobile concesso a garanzia del mutuo, di una precedente iscrizione ipotecaria.

In particolare, il Notaio aveva certificato che l’immobile risultava essere libero sia da qualsiasi trascrizione pregiudizievole, sia da iscrizioni ipotecarie, ad eccezione di una che tuttavia riguardava una posizione debitoria completamente estinta, tanto che erano in corso le formalità di cancellazione.

La ricorrente contestava con il primo motivo la decisione della Corte di merito nella parte in cui aveva escluso, in mancanza di una specifica richiesta, il diritto a qualsiasi rivalutazione del risarcimento dovuto alla Banca, erroneamente qualificandolo come debito di valuta, e con il secondo motivo la mancanza assoluta di motivazione sull’asserita natura di obbligazione di valuta, in relazione all’incarico professionale assunto dal Notaio.

Il professionista a sua volta proponeva ricorso in via incidentale deducendo tra l’altro la violazione degli artt. 1176 e 1223 c.c. in ordine ai profili, erroneamente considerati, della diligenza nell’adempimento e della risarcibilità del solo danno che sia conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento, e relativo difetto di motivazione, nonché la violazione dell’art. 1227 c.c. in relazione all’omessa considerazione del concorso di colpa del creditore, e relativo difetto di motivazione.

Il Collegio riteneva fondato il ricorso presentato in via principale dalla Banca, infatti, richiamando il consolidato orientamento della stessa Corte di legittimità, affermava che l’obbligazione di risarcimento del danno per inadempimento di obbligazioni contrattuali diverse da quelle pecuniarie, costituisce, al pari dell’obbligazione risarcitoria da responsabilità extracontrattuale, un debito, non di valuta, ma di valore, in quanto tiene luogo della materiale utilità che il creditore avrebbe conseguito se avesse ricevuto la prestazione dovutagli, sicchè deve tenersi conto della svalutazione monetaria nel frattempo intervenuta, senza necessità che il creditore stesso alleghi e dimostri il maggior danno ai sensi dell’art. 1224 c.c., comma 2.

Nella specie, riteneva che il comportamento del Notaio che aveva omesso di rilevare la presenza di iscrizioni pregiudizievoli, configurava un evidente inadempimento di un’obbligazione derivante da attività professionale avente ad oggetto un facere e che il suddetto principio, secondo cui l’obbligazione risarcitoria è sempre debito di valore, doveva ritenersi operativo anche quando si trattava di danni conseguenti ad inadempimento di obblighi che, sebbene nascenti da un contratto che comporta l’esecuzione di prestazioni pecuniarie, abbiano specifico contenuto ed autonoma valenza.

In virtù di tale ragionamento censurava la decisione del Giudice di appello là dove aveva affermato che l’obbligazione di risarcimento danno a carico del Notaio configurava un debito di valuta.

La Cassazione, pertanto riuniti i ricorsi, accoglieva il ricorso principale presentato dall’istituto di credito e rigettava l’incidentale, cassava, quindi, la decisione impugnata, rinviando anche per le spese alla Corte d’Appello di Firenze in diversa composizione.

Per ulteriori approfondimenti in materia si veda:

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