NOTAIO: possibile responsabilità in caso di presentazione tardiva della denuncia di successione

sussiste un collegamento causale tra il colpevole ritardo del professionista nella presentazione della denuncia di successione e i maggiori oneri addebitati agli eredi con il secondo avviso di liquidazione

Cassazione, sezione seconda | 27.11.2012 | n° 21082

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LA MASSIMA
 
Il notaio che presenta la dichiarazione di successione oltre il termine stabilito dalla legge (di 12 mesi dalla certificazione del decesso) incorre in responsabilità ex art.2236 cc.
Il professionista non sarà esente da responsabilità anche nel caso in cui, in seguito al suo inadempimento, venisse presentata una seconda denuncia (integrativa) di successione da parte degli eredi, poiché non idonea a spezzare ogni nesso causale con l’originaria condotta colposa del notaio che ha presentato in ritardo la prima denuncia
IL CASO
Un notaio veniva citato in giudizio dagli eredi del de cuius, i quali chiedevano che venisse accertata la responsabilità del professionista per presentazione tardiva della denuncia di successione.
Nel primo grado di giudizio, il Tribunale dichiarava la responsabilità del notaio ex art. 2236 per aver presentato la denuncia di successione oltre il termine prescritto dalla legge, pur essendo stato incaricato dagli eredi in tempo utile, condannandolo, altresì, al pagamento di una sanzione pecuniaria, a titolo risarcitorio, comprensiva della sanzione posta a carico degli eredi, i quali, a fronte dell’inadempimento del notaio, avevano deciso di presentare una successiva denuncia integrativa di successione, anch’essa tardiva.
Avverso tale sentenza il notaio proponeva appello rilevando di non aver potuto adempiere all’incarico affidatogli per causa a lui non imputabile, che veniva individuata nella mancata consegna tempestiva del certificato di morte.
L’appellante contestava, inoltre, il quantum della sanzione irrogata comprensiva della sanzione derivante dalla seconda denuncia di successione (anch’essa tardiva) presentata dagli eredi, in quanto autonoma e non dipendente da quella presentata da lui stesso.
I giudice di merito, in parziale riforma della sentenza di primo grado, accoglievano la domanda riducendo la sanzione pecuniaria nei confronti del professionista escludendo dall’importo le somme collegate alla successiva denuncia tardiva presentata dagli eredi.
Gli eredi proponevano ricorso per Cassazione denunciando la violazione e la falsa applicazione delle norme codicistiche in materia di responsabilità per inadempimento e risarcimento del danno.
LA DECISIONE
La Corte di Cassazione, ha accolto il ricorso, constatando effettivamente la contraddittorietà delle argomentazioni sulle quali la Corte di Appello aveva basato il proprio convincimento.
Invero, la Corte richiamando i principi affermati dalla giurisprudenza ha affermato che l’ambito del danno risarcibile per inadempimento contrattuale o per responsabilità extracontrattuale è circoscritto dal criterio della c.d. REGOLARITÀ CAUSALE, nel senso che sono risarcibili non solo i danni diretti ed immediati, ma anche i danni mediati ed indiretti che rientrano nella serie delle conseguenze normali ed ordinarie del fatto, in base ad un giudizio di probabile verificazione, rapportato all’apprezzamento dell’uomo di ordinaria diligenza (Cass. 4-7-2006 n. 15274; Cass. 9-5-2000 n. 5913; Cass. 19- 5-1999 n. 4852; Cass. 6-3-1997 n. 2009; Cass. 10-11-1993 n. 11087).
Pertanto, si ha interruzione del nesso causale, con conseguente esclusione dell’imputabilità del danno, quando sopravvenga un fatto del tutto distinto e autonomo, eventualmente attribuibile a comportamento dello stesso danneggiato, che si riveli di per sè idoneo a produrre l’evento lesivo.
Nel caso di specie il Collegio ha rilevato che, contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte territoriale, sussiste un collegamento causale tra il colpevole ritardo del professionista nella presentazione della denuncia di successione e i maggiori oneri addebitati agli eredi con il secondo avviso di liquidazione e che, di conseguenza, tali oneri non possono essere considerati distinti e autonomi ma delle dirette conseguenze derivanti dal comportamento colposo del notaio, responsabile di avere prodotto l’evento lesivo.
Viene meno, pertanto, la coerenza logica delle argomentazioni sulle quali il giudice del gravame aveva basato il proprio convincimento, circa l’insussistenza di un collegamento causale tra l’affermata responsabilità del notaio in relazione al ritardo nella presentazione della originaria denuncia di successione e le maggiori somme addebitate dall’Ufficio del Registro agli eredi con il secondo avviso di liquidazione; di conseguenza la Corte ha accolto il ricorso, cassato la sentenza impugnata e rinviato anche per le spese del presente grado di giudizio ad altra Sezione della Corte di Appello.

L’omessa tempestiva consegna del certificato di morte da parte degli eredi non è sufficiente per esimere il notaio dalla presentazione tempestiva della denuncia di successione.


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Numero Protocolo Interno : 27/2017