NOTAIO: esclusa responsabilità per esonero per concorde volontà delle parti

Il notaio deve informare le parti anche per la sola autenticazione di una scrittura privata relativa all’acquisto di un immobile

Cassazione civile sezione terza | 29.01.2013 | n° 2071

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Il notaio incaricato della stipulazione di un contratto di compravendita immobiliare è tenuto al compimento delle attività accessorie e successive necessarie per il conseguimento del risultato voluto dalle parti, e in particolare all’effettuazione delle c.d. visure catastali e ipotecarie, allo scopo di individuare esattamente il bene e verificarne la libertà.
Così la Corte di Cassazione, con sentenza n.2071 del 29 gennaio 2013, si è pronunciata in materia di responsabilità del notaio per gli atti dallo stesso redatti, precisando che la sua responsabilità è esclusa solamente in caso di espresso esonero (per motivi di urgenza o per altre ragioni) e per concorde volontà delle parti, con clausola inserita nella scrittura, da considerarsi pertanto non già meramente di stile bensì quale parte integrante del contratto, sempre che appaia giustificata da esigenze concrete delle parti.
Il notaio deve informare le parti anche per la sola autenticazione di una scrittura privata relativa all’acquisto di un immobile.
Il caso trae origine dalla richiesta di risarcimento danni avanzata da alcuni clienti nei confronti del notaio, che aveva autenticato la scrittura privata, per non aver indicato alle parti l’esistenza di alcune formalità pregiudizievoli sul bene oggetto di compravendita immobiliare, nonché di  un pignoramento trascritto dal predetto, nella sua qualità di notaio.
Il Tribunale accoglieva la domanda e proposto gravame i giudici di merito rigettavano l’appello.
Avverso tale pronuncia proponeva ricorso per cassazione il notaio lamentando, tra l’altro, che la corte di merito non aveva considerato che trattavasi nel caso di specie di una mera autenticazione di scrittura privata, sicchè egli non era tenuto ad “effettuare accertamenti circa l’esistenza di eventuali pregiudizialità sull’immobile”.
La Corte, ha rigettato il ricorso, precisando che quand’anche il notaio fosse stato esonerato dalle visure, tutte le volte in cui egli sia a conoscenza o abbia anche solo il mero sospetto della sussistenza di un’iscrizione pregiudizievole gravante sull’immobile oggetto della compravendita deve in ogni caso informarne le parti.
Invero, il notaio è tenuto all’esecuzione del contratto di prestazione d’opera professionale secondo i canoni della diligenza qualificata di cui all’art.1176 cc, comma 2, e della buona fede.
L’avere omesso di indicare in modo pieno e completo la situazione dell’immobile che all’epoca dell’atto risultava gravato da altra ipoteca e da un pignoramento immobiliare, non può essere considerato un adempimento completo e puntuale dell’obbligazione professionale gravante sul notaio.
Del resto, precisa la Corte, non risultava che, nella specie, vi fosse stato espresso esonero del medesimo dallo svolgimento delle attività accessorie e successive necessarie per il conseguimento del risultato voluto dalle parti, e in particolare dal compimento delle c.d. visure ipotecarie.
Inoltre, come precisato da copiosa giurisprudenza, l’obbligo di effettuare le visura ipocatastali incombe senz’altro al notaio officiato della stipulazione di un contratto di trasferimento immobiliare anche in caso di utilizzazione della forma della scrittura privata autenticata (Cass. 25270/2009; 13015/2006; 5868/2006).
In conclusione si può affermare che il notaio, deve eseguire le proprie prestazioni professionali secondo i canoni della diligenza qualificata e della clausola generale di buona fede oggettiva o correttezza ex artt.1175 cc.

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Numero Protocolo Interno : 24/2017